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Jacques de Molay l'ultimo gran maestro templare
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2008

L’Ordine dei Templari fu soppresso nel 1312 da Papa Clemente V, su pressione del re di Francia Filippo il Bello e, ultimo atto, Jacques de Molay, Gran Maestro dell’Ordine, fu messo al rogo il 18 marzo 1314. La loro leggenda e il loro enorme successo mediatico comincia proprio da lì.

A seguito del concilio di Vienne del 1312, il papa approvò, su richieste del re di Francia, la soppressione dei Templari firmando la bolla "vox in excelso" e la seguente "ad providam" dispose che tutti i beni Templari diventassero proprietà degli Ospedalieri, altro ordine religioso-militare. La condanna dei dignitari dell'ordine alla prigione perpetua pareva l'atto finale di un processo politico che liberava tutta l'Europa da un ordine diventato troppo potente ed influente. La ritrattazione finale di Jacques de Molay e il suo sacrificio di fronte alla cattedrale di Notre Dame sono la conclusione di una vicenda che lascia un alone di mistero, di un segreto che forse non verrà mai svelato ...


Giovanni Boccaccio, il cui padre era stato testimone oculare della vicenda, descrive l'evento con minuzia di particolari nella sua opera:
“De Casibus Virorum Illustrium” del 1360:


“…accadde quindi che Jacques de Molay incorse nell’odio e nel risentimento di Filippo il bello, a quel tempo re dei francesi, sebbene Jacques in qualità di padrino avesse lavato il figlio del re nella santa fonte battesimale. Ed alcuni uomini saggi intesero che il re Filippo, per saziare la propria avarizia, aveva organizzato una cospirazione e una congiura non solo contro Jacques ma contro l’Ordine di questa cavalleria. E per l’eccessiva avidità del re la cosa divenne tanto grande che approfittando della sofferenza di papa Clemente e del suo nome, tutti i fratelli dei templari vennero presi nello stesso giorno in tutto il regno di Francia su ordine del re e detenuti e rinchiusi in prigione con lo stesso Jacques maestro e sovrano di quel grande Ordine. Dopo che il re Filippo, per mezzo dei suoi sergenti, commissari ed agenti ebbe preso e portato sotto la sua mano e sotto la sua autorità tutti i castelli , i tesori, l’equipaggiamento e gli ornamenti dei templari, questi vennero infine condotti prigionieri nella città di Parigi..."








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FINALMENTE GEOLOGA
post pubblicato in Diario, il 13 dicembre 2007
Ho passato l'esame di stato non ci credo ancora...



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7 DICEMBRE
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2007

Scritto esame di Stato questa volta voglio passare (lo spero tanto)
Dite tutti in coro: in bocca al lupo Elisa




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RINO GAETANO (bella questa canzone)
post pubblicato in Diario, il 24 novembre 2007
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è
Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere / rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi scegli alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . .
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno
lo prendo sempre per venire da te
Tu / forse non essenzialmente tu
e la notte / confidenzialmente blu
cercare l'anima



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ARIA DELLA REGINA DELLA NOTTE
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2007



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I SIMBOLI MASSONICI
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2007
La Regina simboleggia verosimilmente l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, che era stata nemica acerrima della Massoneria, benché il marito vi avesse appartenuto e vi si iscrivesse poi anche il figlio. Rimasta vedova, convinta com'era che la setta svolgesse un'azione nefasta, non esitò a perseguitarla e vietarla, mentre il figlio, conreggente dell'Impero, ne favoriva l'attività segreta, in quanto si armonizzava -dice il Paumgartner- coi suoi ideali liberali e umanitari.
La vicenda dell'opera è dominata dall'esoterico numero « tre »: tre sono gli accordi che introducono all'Otiverture e che si ripeteranno nel corso dell'opera; tre sono, le ancelle, ed ora sono le stesse ancelle che informano Tamino e Papageno che nel regno di Sarastro il cammino sarà loro indicato da tre Geni. Anche Papagerio, per questo víaggio, avrà il suo talismano: uno strumentino di campanelli, il cui suono promuove allegria, cioè un glockenspiel.
Dal dialogo fra Tamino e il vecchio Sacerdote emerge un contrasto di idee sulla figura di Sarastro, che può benissimo essere interpretato come quello che doveva esistere, al tempo di Mozart e Schikaneder, fra l'ambiente di Corte e della Chiesa da una parte, rappresentati ancora dalla coscienza di Tamino, e la Massoneria progressista e umanitaria dall'altra, rappresentata dal vecchio Sacerdote, il quale dice a Tamino che Sarastro non è un mostro, un tiranno, come egli crede, ma un benefattore illuminato e saggio. Tamino chiede al Sacerdote, il quale è legato all'obbligo del silenzio, che gli indichi almeno dov'è Pamina, se vive, e se « può sperare che cada il velo del mistero ». Il vecchio Sacerdote gli risponde che il velo sarà tolto quando un sentimento di amicizia lo condurrà nella via eterna del santuario. Qui il gioco si fa estremamente sottile fra la favola, che ci fa pensare a una Pamina in carne ed ossa, effettivamente rapita alla madre, ed una Pamina simbolo della Massoneria stessa, di cui il libretto di Schikaneder fa inequivocabilmente l'apologia.
I tre templi, quello della Sapienza, quello della Ragione e quello della Natura, che corrispondono agli ideali illumínistici del tempo, che la Massoneria condivideva e propagava nella sue Logge. Siamo nel regno del Gran Sacerdote Sarastro, che è il capo degli iniziati, e i tre Geni, di cui abbiamo parlato, guidano Tamino. Da questo momento ha luogo la svolta della vicenda: Tamino è dapprima convinto dell'offesa subita dalla Regina della Notte, tanto che parte con l'animo di chi deve affrontare in Sarastro un nemico, ma a poco a poco viene conquistato dal mondo segreto degli iniziati.



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IL FLAUTO MAGICO, I SIMBOLI MASSONICI E MOZART ADEPTO DELLA LOGGIA
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2007
L'opera del flauto magico di Mozart, che io adoro è intrisa di simboli massonici e di mistero.
La storia è bellissima si svolge in due atti. ATTO PRIMOL'azione si svolge nell'antica Papagonia dove viveva un mago assai cattivo dove mangiava cavoli e piangeva sempre questo mostro si chiama vvv , trasfigurato in una dimensione fantastica e fiabesca.
Il principe Tamino sta fuggendo da un serpente, e gli vengono incontro le tre dame della regina della notte per aiutarlo. Le dame lo presentano alla regina della notte, Astrifiammante, che lamenta il dolore per la scomparsa della figlia Pamina, rapita dal malvagio Sarastro. Tamino, affascinato da un ritratto della giovane, decide di andare con l'uccellatore Papageno per salvare la principessa. Le Dame consegnano a Tamino un flauto magico e un carillon fatato a Papageno. Tamino e Papageno si incamminano verso il Tempio di Sarastro, sotto la guida di tre ragazzi. Papageno giunge per primo al tempio, e penetra persino nella stanza dove il perfido moro Monostatos tiene imprigionata Pamina. Papageno e Pamina, scacciando Monostatos, tentano la fuga. Tamino, giunge di fronte a tre Templi (Natura, Ragione e Saggezza) e si confronta con un sacerdote che, oltre a smontare l'immagine di un Sarastro cattivo, pone domande a Tamino sul suo essere uomo. Tamino, sconcertato e disorientato suona il flauto magico nella speranza di far comparire Pamina, invano. Trascinato da Monostatos, viene successivamente condotto dinnanzi a Sarastro, che lo libera e gli dice che, se vorrà entrare nel suo regno con Papageno, dovrà purificarsi. Tamino e Pamina si riconoscono e si amano da subito.

ATTO SECONDO
Sarastro invoca Iside ed Osiride affinché aiutino spiritualmente Papageno e Tamino, e iniziano la prima prova: dovranno stare in silenzio qualunque cosa accada. Monostatos si avvicina furtivamente a Pamina addormentata: vorrebbe baciarla , ma è cacciato da Astrifiammante che, porgendo un pugnale alla figlia, le ordina di vendicarla uccidendo Sarastro. Monostatos, non visto, ha ascoltato tutto e minaccia di rivelare l’intrigo se Pamina non l’amerà. Sopraggiunge Sarastro: dopo aver scacciato Monostatos si rivolge paternamente a Pamina e le spiega che solo l’amore, non la vendetta, conduce alla felicità. Pamina cerca di parlare a Tamino, ma il giovane - essendo ancora sottoposto alla prova del silenzio - non può. Lei crede che non l'ami più, come le ha suggerito Monostatos, ora diventato alleato di Astrifiammante e forse innamorato di lei, e, colta dal dolore, medita il suicido, ma viene bloccata da tre ragazzi che l'informano dello scopo della prova. Durante questa prova, Papageno parla con una vecchina, che, poco più tardi, si rivelerà essere Papagena, una donna simile a lui, di cui si innamora. Tamino e Pamina superano le due successive prove: l'attraversamento dell'acqua e del fuoco. Ma subito dopo arrivano Astrifiammante, Monostatos e le tre dame per sconfiggere Sarastro. Un terremoto li fa inabissare, e così si celebra la vittoria del bene sul male. Pamina e Tamino vengono accolti nel regno solare di Sarastro. ascoltate l'aria PAPAGENO



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IL POSTINO
post pubblicato in I MIEI FILM PREFERITI, il 20 ottobre 2007
Il film: "Il postino" e la meravigliosa spiaggia di Salina. Io sono stata su quell'isola e ho visto tutti i luoghi in cui è stato girato il film, compreso la casa di Neruda. Ricordo che per arrivare lì io e Alfredo ci spostammo con lo scooter arrivammo in cima al promontorio, tornammo indietro e... ci perdemmo dentro l'isola (sul serio) non sapendo più da che parte andare.



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UCCELLACCI E UCCELLINI
post pubblicato in I MIEI FILM PREFERITI, il 16 ottobre 2007



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PROMOZIONI
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2007




Questa è una delle tante promozioni che ho fatto...vendevo la pasta e regalavo 100 messaggi gratis. Io odiavo le promozioni...



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